Ritratto fantasy: la fata dei boschi

Uno shooting fantasy che ricordo molto volentieri

Cominciamo a esplorare il vasto universo del possibile, grazie ai moderni sistemi di manipolazione digitale; anche se l’aspetto fotografico rimane essenziale. Grazie a Photoshop è possibile modificare drasticamente le immagini che vengono prodotte dalle nostre fotocamere. È il caso di questo shooting, che vede protagonista la modella in un’interpretazione inusuale.

La manipolazione ha attraversato tre fasi:

Vediamo qui sotto il prima e dopo.

Come vedete il colore dello sfondo è drasticamente cambiato, ma una serie di maschere attenua i cambiamenti sulla modella. Alla fine vengono usati dei pennelli su livelli separati per creare un magico effetto lucciole.

L’equipaggiamento fotografico

Ricordo che all’epoca scattavo con Canon EOS 6D ed EF24-70mm f/2.8 L USM, equipaggiamento che utilizzo ancora oggi. La foto in questione viene scattata con sola luce naturale, sfruttando la perfezione assoluta della golden hour. Era infatti tardo pomeriggio, il sole si ritirava basso sul laghetto artificiale del parco delle cave, e la luce era molto indicata per una sessione di ritratto. Faceva un caldo pazzesco, ma sorvoliamo su questo!

Ovviamente gli ISO erano bassi quanto più possibile, l’apertura era la massima consentita dalla lente e i tempi erano regolati da priorità di diaframmi. La magia vera e propria ce la mise il vento, e lo fece una sola, irripetibile volta, scostando delicatamenti i capelli di Elisa – così si chiama la ragazza – dalla sua fronte, regalandomi così per puro caso questo magico scatto.

Segue un video con tutti gli step della post-produzione, per trasformare la foto con luce naturale nell’artwork che vi ho mostrato.

L’importanza della luce

Nonostante il progresso in ambito digitale e tecnologico – basti pensare all’evoluzione del mezzo fotografico, per cui rimando a questo articolo che lo spiega in modo dettagliato – ci sono cose di cui bisognerà sempre tenere conto quando si scatta una fotografia.

Una di queste è la luce. Non importa quanto potenti siano i mezzi di manipolazione dell’immagine, dobbiamo ancora saper gestire la luce e come questa influenza la scena che stiamo fotografando. Questo fa la differenza tra un fotografo e uno che semplicemente scatta foto.

Per dirla con le parole di Oliviero Toscani:

Tutti quanti sanno scrivere. Ben pochi però sono i grandi autori!

Tutti quanti sanno guidare l’auto. Ma non tutti poi diventano grandi piloti!

Insomma ci troviamo in una sorta di epoca d’oro della fotografia: produrre e condividere immagini non è mai stato facile come oggi in tutta la storia dell’umanità. Eppure questo comporta un prezzo: all’aumentare della facilità di realizzazione e condivisione, pare che si assista a un fenomeno di diminuzione della qualità fotografica.

In proporzione ovviamente. I. grandi autori ci sono sempre – e chi vi scrive certo non lo è –, ma sono soffocato dalla massa inimmaginabile di immagini, perlopiù mediocri, che vengono condivise ogni giorno.

La post-produzione e la manipolazione con Photoshop

Vediamo brevemente quali sono le fasi che portano alla costruzione di questa immagine, in modo da capire come sono stati messi in sequenza i vari livelli.

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Lavorare in maniera non distruttiva

Come potete vedere amo lavorare in maniera non distruttiva, ovvero non applicando le modifiche direttamente all’immagine, ma aggiungendo layer e livelli di regolazione. Facendo ampio uso dei metodi di fusione è possibile ottenere effetti stupefacenti, mantenendo intatta la foto originale come livello 0.

Se ti interessa approfondire l’utilizzo dei metodi di fusione, consiglio la lettura di questo articolo, che lo spiega in maniera approfondita.

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