Qual’è la giusta distanza di osservazione per valutare la qualità di un’immagine?

Vi è mai capitato di notare che un’immagine non aveva una buona resa per il vostro occhio, dalla distanza di osservazione in cui vi trovavate?

Se vi siete mai trovati passeggiando sulla banchina della metropolitana avrete notato quanto fossero sgranate le foto stampate sui poster pubblicitari contro il muro. Chi si è addormentato faccia in giù su una pila di vecchi giornali sa bene che quando ci si sveglia, la prima cosa che si vede non è bene a fuoco. Dalla prima fila al cinema la visione non è proprio delle più esaltanti, così come non lo è dall’ultima fila, mentre nel mezzo… si vede proprio giusto!

Dipende tutto dalla distanza di osservazione, ovvero dallo spazio che sta tra il nostro occhio e l’immagine che vogliamo osservare.

Come si calcola la giusta distanza di osservazione?

Be ecco la sorpresa: non esiste una regola univoca! Buona norma è osservare qualsiasi immagine da una distanza che sia almeno pari alla diagonale – se stiamo guardando una foto da 15x21 dovremo calcolarne la diagonale: (√ b ² + h ²) = 25.806975801128.

Non volevo spaventarvi, la distanza minima di osservazione per una foto 15x21 è di 25 cm! Questo nel caso di una stampa di piccole dimensioni.

La giusta distanza di osservazione varia a seconda della dimensione e del supporto su cui è montata l’immagine, per questo uno smartphone, una foto stampata, un poster, un film al cinema si guardano da distanze diverse

Premessa doverosa, è bene tenersi sempre a debita distanza dai supporti retroilluminati, in quanto non sono il massimo della salute per i nostri occhi.

Detto questo, per valutare la qualità di una immagine di medio formato, la regola della diagonale può essere considerata la migliore.

Ma cosa succede nel caso di formati più grandi? I cartelloni pubblicitari che vediamo in strada sono spesso sgranati, la qualità non è la stessa che avremmo osservando una stampa 15x21 dalla stessa distanza di 25 cm. Perché?

Nelle stampe di grandi formati si è ovviamente tenuto conto del fatto che una giusta distanza di osservazione sarà di molto superiore alla risoluzione che serve all’occhio umano per accorgersi delle piccole imperfezioni – peraltro inevitabili a causa della natura stessa di fotografia e tecnica di stampa – presenti nel supporto.

Ricordate i poster in metropolitana di cui parlavamo prima? La corretta distanza di osservazione in questo caso è superiore alla diagonale.

In generale si può dire che qualsiasi supporto superiore all’A4 (210x297 cm) dovrebbe avere una distanza di osservazione pari a 3 volte il lato lungo, quindi 297x3=891. Vi sembra eccessivo?

Pensate a questo: la corretta distanza di osservazione si basa su un semplice parametro: qual’è la distanza che mi permette di godere appieno di quello che sto osservando?

Quindi esiste una distanza di osservazione che ci permette di valutare la qualità dell’immagine sul supporto: stiamo parlando della diagonale. Esiste poi una distanza di osservazione che serve a giudicare non il pixel o la trama della stampa, ma l’immagine nel suo complesso: stiamo parlando della formula (lato lungo x 3).

Questa distanza quasi certamente consente di osservare i particolari dell’immagine, e permette di goderne appieno senza focalizzarsi troppo sul singolo pixel o sul rumore fotografico presente nella foto.

Se volete qualche consiglio per avere foto più nitide, consiglio la lettura di questo articolo su come scattare con poca luce!

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