La sfida fotografica

Abbiamo deciso di cimentarci in un'impresa tutt'altro che semplice: fotografare le lucciole di notte. Per di più, lo abbiamo fatto con attrezzatura entry level, per due motivi.

Innanzitutto ci permette di condividere questa esperienza con una più vasta platea di fotografi – i possessori di camere entry level sono notevolmente di più rispetto ai professionisti che possono permettersi il top di gamma. In secondo luogo ci piacciono le sfide!

Cosa c'è nel nostro zainetto fotografico

Nikon D7000
Sigma 17-50mm f/2.8
Treppiede Manfrotto
Spray anti zanzare

Canon EOS 700D
EF50mm f/1.4 USM
Canon RC-6
Hama Traveller Compact Pro

Cosa stiamo fotografando?

Le lucciole sono coleotteri. La loro danza magica nasce da esigenze riproduttive, e la bioluminescenza è il loro canale comunicativo. In pratica, stiamo fotografando una conversazione privata tra amanti!

I bagliori derivano da una reazione tra ossigeno e luciferina, una sostanza che, catalizzata da un enzima, si ossida producendo un composto instabile, che a sua volta decade emettendo luce. In pratica la stessa cosa che succede alle stelle quando muoiono. Questo fenomeno è estremamente efficiente, l'energia che si tramuta in luce è prossima al 100%.

Preparazione allo scatto

Se possibile cerchiamo di comporre e mettere a fuoco la scena finché c'è ancora luce. Sfortunatamente le lucciole non sempre vanno dove noi vorremmo, per cui teniamoci pronti a cambiare inquadratura in fretta!

È buona norma informarsi su flora e fauna locali, per evitare di avere sorprese spiacevoli. Ricordiamoci che dovremo lavorare al buio per la maggior parte del tempo, e probabilmente su un terreno accidentato e pieno di ostacoli! Una torcia di sicurezza è d'obbligo, così come un abbigliamento comodo.

Problemi tecnici e risoluzione

Mettere a fuoco in AF sarà impossibile. Il metodo migliore che abbiamo trovato è empirico/meccanico. Innanzitutto possiamo stimare la distanza e impostarla sulla nostra lente in maniera più o meno precisa, a questo punto con un paio di scatti di prova possiamo arrivare al punto che desideriamo.

Si può usare una torcia per mettere a fuoco ovviamente, ma questo disturberebbe sia le lucciole, sia eventuali colleghi fotografi. Usare con parsimonia!

La luce sarà davvero poca, e le lucciole si riuniranno proprio negli angoli più scuri, rendendoci la vita ancora più difficile. Una lente veloce può fare la differenza, consentendoci di tenere gli ISO più bassi.

Il comando remoto non è obbligatorio, anche se... abbiamo constatato che il timer innesca automaticamente la luce di segnalazione sulla maggior parte delle camere, una lucina intermittente che lampeggia per 10 secondi e serve per gli autoritratti, per sapere quanto manca al click. Ebbene, questa luce è più che sufficiente a disturbare le lucciole, che nell'arco di quei 10 secondi potrebbero abbandonare completamente l'area che abbiamo inquadrato!

Le impostazioni della camera

Dopo qualche scatto di prova, i valori su cui ci siamo attestati sono:

30 secondi, ISO 1600, f/1.4 – 30 secondi, ISO 3200, f/2.8

In definitiva, usiamo l'apertura massima di cui disponiamo. Usare tempi lunghi gioca a nostro vantaggio, perché ci permette di catturare più bagliori, aumentando il numero virtuale di lucciole nella foto. Lavoriamo ad ISO un po' altini... ma qui si tratta di portare a casa l'immagine, quindi non facciamo gli schizzinosi.

Il risultato

Come potete vedere c'è margine di miglioramento, ma per essere la prima volta, e con attrezzatura entry level, direi che le lucciole le abbiamo portate a casa!

Vi lasciamo con una raccomandazione: le lucciole sono in pericolo, a causa di inquinamento luminoso e altri fattori che rendono difficile la loro sopravvivenza. Non disturbiamole eccessivamente, prendiamo pochi scatti, quelli che ci servono, e poi lasciamole al loro rituale balletto nuziale!

Un doveroso ringraziamento al collega fotografo Silvio Scavetto, che ci ha... illuminato! 

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